La Storia

Su una collina tufacea tra due strette valli solcate dal fosso Chiarano e dalla Mola, rivolta a meridione e sviluppata a fuso intorno alla Rocca, è la cittadina di Castelnuovo di Porto, nell’alta Campagna Romana dominata dal profilo del Monte Soratte. Costruita forse su un oppido capenate, o tra le rovine delle cinque colonie di Pentapolis, di cui si suppone facessero parte gli insediamenti di Belmonte e Monte la Guardia, compare comunque nel 1074 come Castrum novum in una bolla di papa Gregorio VII a favore del Monastero di S. Paolo fuori le mura al quale spettava per metà. Incerta è l’epoca del primo incastellamento che si vuole far risalire antecedentemente all’anno mille ad opera del principe e senatore romano Alberico, mentre è abbastanza verosimile l’origine del toponimo ad indicazione del «Castello nuovo» ricostruito probabilmente sul luogo di uno più antico. Occupata da Stefano di Teobaldo, nel 1139 papa Innocenzo II ne dà restituzione al Monastero di S. Paolo. Nel 1208 Innocenzo III, seguendo la politica nepotista, concede il feudo al fratello Riccardo Conti, ma dieci anni più tardi, una bolla di Onorio III ne riconferma il possesso al Monastero di S. Paolo. Già nel 1252 la Rocca è in proprietà della potente famiglia romana dei Colonna a cui occorreva come punta avanzata, in posizione strategica, a settentrione del territorio di «Campagna». Ceduta da Pietro di Odone a Odone di Giordano, pervenne poi a Stefano Colonna, il quale la munì di opere fortificatorie. Dopo Bonifacio VIII Caetani, acerrimo nemico dei Colonna, le terre occupate di Castelnuovo, riassegnate nel 1306 da Clemente V, resteranno ininterrottamente ai Colonna per oltre un secolo. La massima potenza colonnese venne raggiunta sotto il pontificato di Martino V (Oddone Colonna 1417-1431) con l’assegnazione ai suoi nipoti Antonio, Prospero e Odoardo dei numerosissimi feudi e contee che si estendevano dal Regno di Napoli all’Abruzzo, al Ducato di Spoleto. Salito al soglio pontificio Eugenio IV, sostenuto dagli Orsiní, nel 1435 dalle truppe del cardinale Vitelleschi fece espugnare Castelnuovo, dove si era insediato Nicolò Fortebraccio dopo aver distrutto il castello di Monte la Guardia presso Morlupo. Nicolò V Parentucelli, già vescovo di Palestrina ed amico dei colonnesi, con bolla del 24 aprile 1477 la restituì ai Colonna, ma, come tutti i feudi colonnesi, viene occupato nel 1501 da Alessandro VI Borgia il quale a difesa del confiscato castello guarnì le strutture fortificate di artiglierie. Nel 1504, dopo la morte del papa borgiano, il feudo tornò a Giovanni di Odoardo Colonna, il quale si prodigò affinché cessassero le ostilità con la vicina Civitella San Paolo. Stefano e Alessandro di Francesco, che troviamo signori di Castelnuovo nel 1518, entrarono invece in contesa con vittoria di Zagarolo e Laura di Somma circa i diritti su vari castelli. Per sedare tale controversia colonnese sul possesso anche di Castrum novum Portuensis occorse l’intervento del papa Paolo III con bolla dell’ 11 gennaio 1539. Sciarra Colonna munifico verso Castelnuovo, il 10 dicembre 1548 decretò gli Statuti che regolavano il mercato, i tribunali, la giustizia ecc. Dal 1581 Castelnuovo con la sua rocca ceduto alla Santa Sede, fu amministrato dai commissari della Camera Apostolica. Numerose le rivendicazioni da parte di Clarice Anguillara moglie di Sciarra e delle figlie Flaminia, Placida e Giulia come numerosi e cospiqui i compensi pagati da Gregorio XIII, oltre la restituzione di alcuni beni. Una lapide sulla facciata dell’antico Albergo della Posta, ove si fermavano i postiglioni per il cambio dei cavalli, ricorda i lavori di ripristino della via Flaminia fatti eseguire nel 1580 da Clarix Columna Anguillaria. Del 12 giugno 1627 è la concessione di appalto delle entrate camerali del castello, a favore di Scipione Degli Effetti. Un’altra lapide posta sull’ingresso di una casa sotto le mura, ricorda l’alloggiamento che il 14 marzo 1734 prese Carlo III di Borbone mentre andava alla conquista del Regno di Napoli. Le irrilevanti vicende storiche nell’epoca moderna, hanno lasciato ben conservato il centro storico di Castelnuovo di Porto. Numerosi simboli araldici su ornati portali, individuano nobili case tra un tessuto edilizio organizzato intorno alla Rocca, dove torrioni circolari e mura civiche ne hanno garantito fino a noi la sopravvivenza.