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10 Febbraio GIORNO DEL RICORDO

News    0 Commenti     10/02/2021

“Per troppo tempo le sofferenze patite dagli italiani giuliano-dalmati con la tragedia delle foibe e dell’esodo hanno costituito una pagina strappata nel libro della nostra storia.” (Sergio Mattarella)

“La Repubblica Italiana riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.” (art. 1 Legge n. 92/04)

Foibe: la violenza trova sempre modi atroci per esprimere al massimo la sua ferocia.

Ma come per ogni forma di violenza, tanto più inaudita quanto più sistematica e spietata, ricordare le foibe oggi è  un impegno morale e civile.  Celebrare questo giorno significa rivivere una grande tragedia italiana. Un capitolo buio e spaventoso della storia della nostra Nazione che ha causato lutti e sofferenze.  Al termine del conflitto mondiale un ulteriore destino di sofferenza ha investito gli italiani delle zone dell’Istria, della Dalmazia della Venezia Giulia,  passate con il trattato di Parigi (10 febbraio 1947) alla Jugoslavia.

La zona al confine orientale dell’Italia, già martoriata dal conflitto bellico divenne un nuovo teatro di violenze, rappresaglie e vendette ai danni degli italiani da sempre residenti in quei luoghi. 

La tragedia di queste popolazioni non si esaurì nel subire la cieca violenza e il martirio nelle foibe ma, il terrore e la persecuzione  costrinsero i superstiti  ad abbandonare le proprie case, e le proprie terre. Essere italiano e difendere la propria cultura, tradizioni, religione e lingua  era visto con grande sospetto e motivo di persecuzione.

Con l’esodo che gli italiani  si trovarono costretti ad affrontare, abbandonando tutto ciò che avevano, incamminandosi verso altre sofferenze, umiliazioni e discriminazioni, sparivano lingua, dialetti e cultura millenaria insieme a famiglie e reti sociali ed economiche. Spariva un popolo.

L’esodo che delle foibe fu l’eco straziante, nel ricordo non deve attenuarsi, ma al contrario essere ascoltato con sempre maggiore consapevolezza e senso di responsabilità. Affinché il suo rimbombo assordante ci unisca tutti nell’impegno personale e quotidiano che impedisca a certe “pagine strappate” della storia, come questi eventi sono stati definiti, di essere scritte di nuovo.

 

manifesto giorno del ricordo

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